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A spasso per le Ande peruviane

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  Lago Titicaca Perù Andino   Oggi è sicuramente l’itinerario turistico più battuto del Perù insieme a Cuzco e Machu Picchu. Nel 1981 aveva ancora un magico aspetto avventuroso. Arequipa, Puno, il Lago Titicaca, il Passo della Raja e poi scendere fino a Cuzco per rientrare a Lima. Preparare il viaggio, sapendo di affrontare una delle incognite legate all’altitudine, non fu semplice. Bastò accertarsi di essere in perfetta salute e sicuro di poter vivere per diversi giorni mediamente intorno ai quattromila metri di altezza. Oggi raggiungere Puno, per risparmiare tempo, si vola da Lima a Juliaca (3824 m.s.l.m.) ed inevitabilmente, all’arrivo, molti crollano ed hanno bisogno minimo di un giorno se non due per acclimatarsi. Spesso accade che un certo numero di turisti, non bene informati, debbano rientrare subito a Lima e rinunciare al viaggio. Arequipa e il vulcano El Misti Scelsi un itinerario diverso includendo Arequipa , la ciudad colonial blanca, raggiunta in aereo da ...

Albania, quel viaggio del 1982 "fuori del tempo"

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  Albania Quel viaggio del 1982 “fuori dal tempo”.   Viaggio impensabile, inimmaginabile, irrealistico, improvviso, inatteso e alla fine realizzato. Viaggio impensabile Nel 1982 l’Albania altro non era che un paese sconosciuto ai più. Nessuno ne parlava, come se fosse   inesistente. Nei libri di scuola le uniche tracce che riconducevano alla sua esistenza le trovavi nei libri di storia del secolo scorso, dal protettorato italiano dopo la prima guerra mondiale all’annessione vera e propria avvenuta nel 1939 e durata fino al 1944. Poi il silenzio assoluto. Silenzio che è coinciso con cinquant’anni di regime marxista-leninista legato alla vita del suo “capo” indiscusso:   Henver Hoxha . Frontiere chiuse e con queste aeroporti e porti, nessuna collaborazione o scambi culturali, nessuna possibilità di comunicazione telefonica se non permessa e controllata dal regime.   Viaggio inimmaginabile e irrealistico.   Poche notizie scritte, nessuna d...

Amazzonia Peruviana

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  Quella volta nell’Amazzonia peruviana.   La giungla amazzonica, là dove il grande fiume diviene navigabile, in misura sorprendente, ti prende, affascina e ti trasforma in esploratore alla ricerca di un mondo in parte ignoto negli anni ottanta quanto   inverosimile, palcoscenico da film d’avventura estrema con tanto di alligatori e piranha. Visto il Perù classico con gli scenari unici di Machu Picchu, spinto dal desiderio di fuggire dalla folla chiassosa turistica, contrariamente a quanto previsto, sconvolgendo i miei stessi piani organizzativi, rimandai la parte misteriosa legata ai segni di Nazca, alla città coloniale di Arequipa e alle altitudini andine segnate dal Lago Titicaca ad un altro momento. Abbandonai i sentieri che i peruviani chiamano   “Gringo trail” (l’insieme dei percorsi turistici frequentati dagli stranieri) e puntai a Nord-Est. Sei ragazzi spagnoli di Toledo, conosciuti una sera a Lima, mi convinsero ad aggregarmi a loro per la grande av...

La prima volta a New York, con mio padre.

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  La prima volta a New York, con mio padre.   Un viaggio che è rimasto nella mia memoria come scoperta   ins olita, fuori dal comune. Sapevo che la permanenza nella Grande Mela sarebbe stata breve, solo due giorni e che, per raggiungerla e ritornare, avrei impiegato ben trenta giorni. Era previsto di seguire una rotta più lunga del solito per rendere ancor più piacevole la traversata ad un gran numero di persone che sarebbero state, inconsapevolmente, mie compagne di viaggio. Per loro la nave non doveva essere un semplice mezzo di trasporto ma coniugare le necessità del trasferimento in America con quella che poteva essere interpretata come una gradevole crociera.   Correva l’anno 1967 ed ancora si optava, per raggiungere il continente americano,   per il più sicuro transatlantico in alternativa alle nascenti trasvolate ritenute ancora troppo pericolose. La nave della Società di Navigazione Lloyd Triestino si chiamava Antoniotto Usodimare (no...